Parma 11 aprile 2000
È una storia d'amore intensa, resa eterna dal fascino del mito e della favola, forse la più famosa delle Trasformazioni di Apuleio, rivisitata in chiave moderna senza mai dimenticare l'antico.
È lo spettacolo Eros e Psiche, andato in scena da lunedì 10 aprile presso il teatro del liceo classico G.D. Romagnosi. La compagnia della scuola, con alcuni attori esterni è diretta da Umberto Fabi.
Lo spettacolo non è quello che ci si aspetta, il solito racconto mitico, un'interpretazione fedele di una favola che più o meno tutti conoscono. Sedie, banchi universitari e panneggi bianchi e rossi sono gli unici espedienti artistici. Con questo l'attore, Nicolò Pellegrini, gioca, scrive, è il suo scenario da cui entrare e uscire, ma anche la gabbia in cui dibattersi. Attore di cui e' facile riconoscenerne le capacita' artistiche, ma che in un primo momento sarebbe solo un narratore che introduce la vera e propria rappresentazione teatrale. Tuttavia, al contrario delle aspettative, il cast ci trasporta esattamente dove il libro del mito ci aveva lasciato, all’interno di una scenografia essenziale ma attentamente studiata, e' il teatro della semplicità.
Una semplicita' solo all'apparente che riesce a incantare, ricreando l'atmosfera ovattata di un sogno. Una semplicità che lascia spazio all'immaginazione: ciò che si dipana davanti ai nostri occhi non è che un gioco di luci e ombre, accompagnato da una voce suadente e a tratti umoristica ma le immagini ci sono, chiare e nitide, nella nostra mente.
Rimaniamo così suggestionati davanti alle scene più drammatiche che ripercorrono il pathos d’una storia d'amore intensa, tra il dubbio e la fiducia. Più drammatica diventa la scelta su cosa seguire, se l'amore verso un marito sconosciuto di cui non si conosce il volto, o il consiglio delle sorelle a cui Psiche e' legata indissolubilmente da un affetto familiare.
Sorelle ben rappresentate da Giulia Quintavalla, Elisa Maccari e Diana Pastarini che con ironia e comicità mettono in scena un altro sentimento, l'invidia, che pero' finisce con il portarle alla morte, tentando di prendere il posto di Psiche dopo aver provocato la divisione dei due amanti.
La tenacia e forza di Psiche, disposta a tutto per amore, per rimediare al suo terribile sbaglio si getta nelle braccia della dea della superbia, che la cerca pervasa dalla vendetta.
Il coraggio pero' viene sempre premiato e così ecco il lieto fine che immancabile rompe l'incanto e risveglia dal sogno.
Martyros